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· 03/09/2008

Alcune foto ci sono state inviate da un nostro compagno (Aledec88) iscritto al Forum...
Visitate la sezione Galleria del sito...


· 01/09/2008

Marco esibisce fiero alcuni pesci pescati all'aspetto con un lungo arbalete in legno.
La sua performance è visibile nella sezione Galleria...


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Tecniche
                         

L'Aspetto

Tra le tecniche di pesca subacquea, l'aspetto è indubbiamente la più affascinante e la più artistica. Il sub infatti, per catturare il pesce, deve, una volta giunto sul fondo, con movimenti lenti e silenziosi nascondersi dietro una roccia, in una spaccatura o in una buca e da tale postazione aspettare che le prede giungano a tiro. Per un buon esito di questa tecnica, necessita una lunga apnea, dunque un buon rilassamento e una buona dose di concentrazione in superficie.
Dal punto di vista propriamente tecnico dovete, dopo aver effettuato la capovolta, smettere di pinneggiare in prossimità del fondo e una volta trovato il posto nel quale posarvi esitate che dalla posizione scelta non sporgano le pinne. Se c'è mare mosso per restare ancorati agli scogli aiutatevi con i gomiti e le ginocchia, senza però per questo raggomitolarvi; importante è che manteniate davanti a voi il braccio flesso con l'arbalete così se il pesce esita potete appiattirvi ancora e questo vostro arretramento sicuramente incuriosirà il pesce che avvicinandosi si porterà a tiro. Qualsiasi movimento del corpo è compiuto lentamente sia quando dovete muovere la testa sia quando occorre ruotare il polso per puntare l'arbalete sulla preda che vi passa di fianco. Il pesce può anche passare davanti a voi di profilo in quel caso il tiro è facile, oppure frontalmente e in tal caso avete due alternative ossia o aspettare che la preda vi mostri il fianco o provare comunque il tiro se siete sicuri di farlo. Tuttavia, accade spesso che l pesce rimanga fuori tiro e in quel caso dovete battere la ritirata risalendo sempre in un rigoroso silenzio per poi riprovare in seguito.
Qualunque sia l'esito fruttuoso o meno di tale tecnica, vi assicuro che è uno spettacolo da guardare in prima fila.

La pesca in tana

La pesca in tana si basa su un raffinato istinto di ricerca del pesce che consente al buon pescatore di distinguere un masso che può nascondere un pesce da un altro, cioè tra cento pietre sa riconoscere quelle dieci che possono ospitare una preda. Bisogna soprattutto sforzarsi di pescare regolarmente in tana perchè a prima vista, questa tecnica potrebbe sembrare ripetitiva o noiosa. E' necessaria una naturale curiosità, divertirsi a osservare ed essere dotati di una buona memoria visiva per riconoscere successivamente i classici massi interessanti.
L'elemento tipico della pesca in tana è un fucile corto che può essere un arbalete da 60-75 centimetri o un oleopneumatico da 50-40 centimetri. Per riconoscere una buona tana bisogna cominciare a scartere le rocce troppo esposte, troppo aperte, o al contrario troppo piccole; se la profondità è notevole, si possono effettuare delle planate a mezz'acqua per compiere questa selezione. Quando si sarà notata la presenza di un pesce sotto uno scoglio, la prima cosa da fare è sbarrare le altre possibili uscite ponendovi davanti degli arbalete o degli accessori, in modo da dissuadere il pesce dall'uscire dal suo nascondiglio. Una volta pronti effettuate la capovolta e dirigetevi verso un lato del masso; cominciate effettuando un breve aspetto davanti alla tana, allo scopo di attrarre gli eventuali pesci indecisi che si trovano sull'uscio. In seguito, bisogna cominciare a scrutare la tana e comunque trovare la posizione più efficace per avvistare in fretta il pesce e sparare. E' importante avvicinarsi alla tana con la punta della freccia dell'arbalete allo stesso livello degli occhi, per non spaventare il pesce prima ancora di averlo visto. Una volta effettuato il tiro, bisogna recuperare in fretta la preda per non dargli il tempo di dibattersi e spaventare quindi gli altri ospiti o intorbidire l'acqua.

La pesca in caduta

Questa tecnica consiste nel farsi scivolare silenziosamente sott'acqua suscitando il meno possibile la diffidenza del pesce e nel diminuire a sua insaputa la distanza utile per poterlo catturare. La pesca in caduta richiede estrema fluidità nei movimenti del corpo nell'acqua e una perfetta conoscenza del comportamento dei pesci in modo da anticipare le loro reazioni.
Bisogna cadere sott'acqua utilizzando tutto il corpo per accellerare, rallentare o virare, senza pinneggiare. La zavorra da utilizzare sarà minima in modo da non arrivare sul fondo come macigni. La capovolta funge un ruolo molto importante quindi deve essere silenziosa ed efficace. Durante la discesa, l'arbalete deve essere arretrato lungo il corpo e la pinneggiata ampia. Divenuti negativi, bisognerà lasciarsi scivolare a spirale per intercettare eventuali pesci. Si devierà la traiettoria una volta avvistato il pesce, in modo da incrociare la sua. Raggiunta la distanza utile, bisogna distendere l'arbalete e lasciar partire la freccia.
E' importante sapere che più il pesce sta a fondo, più si sente sicuro e più si lascia avvicinare, quindi utilizzeremo il mulinello per recuperare la preda dalla superficie in tutta sicurezza.

L'agguato

Dopo aver acquisito una buona conoscenza del comportamento dei pesci e delle loro abitudini, si può cominciare a praticare la tecnica dell'agguato.
Per praticare questa tecnica è molto importante conoscere il fondale su cui si opera. Alcuni pesci come cefali, salpe, orate o saraghi, frequentano spesso gli stessi tratti di mare o addirittura punti precisi di fondale. L'agguato consiste nello scorgere il pesce mentre è intento a mangiare o a pascolare tranquillo e portarsi a tiro utile avvicinandosi alla preda ignara del nostro arrivo.
Questa tecnica da buoni frutti operando soprattutto in acqua bassa, nella schiuma, dove sarà probabile l'incontro con pesci intenti a mangiare. Sarà necessario utilizzare, oltre la normale zavorra, uno schienalino di piombo da 3 o 4 kg., in modo da non affaticarci mentre strisceremo sul fondo. La capovolta deve essere silenziosa e il boccaglio sfilato dalla bocca, per evitare la fuoriuscita delle bolle d'aria che spaventerebbero i pinnuti. Si useranno eventuali ripari tipo massi, pietre o spaccature come nascondiglio dalla vista dei pesci. Si premerà il grilletto non appena la distanza dalla preda sarà tale da poterlo fare e comunque il tiro dovrà essere istantaneo e preciso.

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